Per rendere consapevoli gli individui della loro ignoranza, Socrate si avvale dell’ironia che per il nostro filosofo è il gioco di parole attraverso cui si può giungere a mostrare il non-sapere del suo interlocutore. Facendo finta di non sapere, Socrate chiede al discepolo di renderlo edotto circa il settore cui è competente. Utilizzando l’arma del dubbio e confutando, Socrate mostra alla persona l’inconsistenza delle sue persuasioni. Ciò non significa però che Socrate, dopo aver liberato dell’interlocutore, si proponga di riempirla con una sua verità. Socrate non vuole comunicare dall’esterno una propria dottrina, ma stimolare l’ascoltatore a ricercarne dall’interno una propria. Da ciò la celebre maieutica o arte di far partorire: come la madre di Socrate, levatrice, aiutava le donne a partorire i bambini, così Socrate, ostetrico di anime, aiuta gli intelletti a partorire il loro personale punto di vista sulle situazioni. Nel parla con grande chiarezza nel dialogo Teeteto dove si definisce non solo maieuta, colui che aiuta a far nascere, di anime ma anche torpedine marina, un pesce in grado di stordire con una sorta di scarica elettrica. Al di fuori del contesto socratico, oggi cosa si intende per ironia? Si tratta sempre di dissimulazione del pensiero con parole che significano il contrario di ciò che si vuol dire, con tono tuttavia che lascia intendere il vero sentimento. Può avere lo scopo di deridere scherzosamente o anche in modo offensivo, di rimproverare bonariamente, di correggere, e può essere anche una constatazione dolorosa dei fatti, di una situazione. se adoperata in maniera appropriata e nella giusta misura, denota arguzia ed intelligenza. L’ironia è un modo per sorridere di sé stessi, per esorcizzare le proprie paure, le proprie preoccupazioni, o quelle degli altri. Ci sono racconti più vicini alla nostra epoca con una incredibile e ironica narrazione come “Il barone rampante” di Italo Calvino morto nel 1985. Che cosa se non una buona dose di ironia può far immaginare a un barone di decidere di vivere sugli alberi, da quel luogo rialzato ha vissuto la sua vita, manifestato le sue idee: l’ironia credo sia nella mente ideativa di Calvino che ha saputo rendere il significato dell’ironia come capacità di sollevarsi dalla pesantezza di chi sta troppo pesantemente con i piedi per terra.
L’albero è un importante elemento della nostra Terra, utile per la vita, la rappresenta dal punto di vista simbolico. Albero: ciclo continuo dell’esistenza. Tutti gli alberi infatti, compresi i sempreverdi, cambiano le foglie e in questo ciclo perenne rappresentano per noi umani il rinnovamento, la possibilità di “ramificare” e quindi di crescere, di espandere la nostra interiorità. Italo Calvino (1923-1985), scrittore del novecento dallo stile narrativo tra il ricordo e la fiaba, è l’autore de Il barone rampante. La vicenda narrata si svolge nel paese immaginario di Ombrosa, situato in un punto imprecisato della Riviera ligure, l’interprete della storia è il figlio di un barone che per ribellarsi ai diktat paterni si rifugia su un albero del giardino da dove non scenderà mai più. Lì si organizza in modo da avere tutte le comodità, si sposta camminando e saltando da un albero all’altro e pur vivendo sempre sugli alberi sperimenta tutte le vicende di una vita normale. È un racconto che ha affascinato tanti adolescenti in un’epoca della vita così ricca di ribellione, ma è anche un invito a staccare i piedi da terra per vivere un po’ al di sopra e al di fuori dei soliti stretti confini terreni. Camminare sugli alberi permette di staccarsi dal suolo, dalla concretezza: quando si è ragazzi è più facile mentre da adulti meno, per questo motivo la storia affascina ed è utile anche ai grandi. Inoltre, salire sugli alberi dà la possibilità di osservare la vita da un altro punto dì osservazione e di scrutare lo scorrere degli avvenimenti senza esserne direttamente coinvolti. In definitiva, se ci stacchiamo un po’ dalla concretezza si possono presentare nuove occasioni. Ecco come Calvino ha, dal mio punto di vista, messo in gioco l’ironia.
Maria Giovanna Farina

Maria Giovanna Farina, Filosofa e consulente filosofico, scrittrice, formatrice, analista della comunicazione.
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