Gesù, la Kalokagatìa Vivente.
Ci sono luoghi in cui il tempo sembra sospeso, dove il futuro si intreccia con il passato e le domande più profonde trovano spazio per germogliare. In questi spazi, a volte nascosti nelle pieghe delle periferie, si coltivano silenziose rivoluzioni, capaci di rinnovare la speranza e ridisegnare i confini di ciò che significa essere giovani oggi.
In un mondo in cui la parola “giovane” è troppo spesso sinonimo di bullismo e cyber bullismo; in un mondo in cui le cronache sono piene di notizie che vedono ragazzi protagonisti di atti violenti contro altri giovani o contro le fasce più deboli della società, emergono spesso storie che raccontano un vuoto profondo, un senso della vita quasi assente.
Eppure, una parrocchia di periferia, in una città ricordata più per il suo vino e le sue mandorle che per la sua gente, crede che “giovane” sia una parola sacra, capace di profumare di futuro.
Nella parrocchia Madonna del Carmine di Avola, dove il silenzio è più forte delle urla dei social, i ragazzi non sono un problema, ma una promessa. Qui, dove si semina fiducia e si raccoglie speranza, qualcuno ha deciso di ricordare ai ragazzi che essi non sono come li definisce il mondo.
Perché possano scoprirsi belli, dentro e fuori, e riconoscersi immagine viva della Kalokagatìa, la bellezza che unisce corpo e spirito, la pienezza di un bene che si fa armonia, si è pensato ad un cammino speciale, una catechesi in tre tappe, tra fede, arte e memoria viva, guidata dall’Associazione Meter, fondata da don Fortunato Di Noto, pastore, educatore, testimone, e da alcuni catechisti della parrocchia.

La strada si è aperta tra le rocce antiche della chiesetta rupestre di Santa Maria della Cava, in località Cava d’Ispica, in provincia di Ragusa.
Lì, tra silenzio e bellezza, i cuori hanno ascoltato.
Hanno scoperto che Maria, nella sua umiltà e dolcezza, non trattiene nulla per sé, ma conduce sempre a Gesù, Kalokagatìa vivente, Bellezza che si fa dono.
I ragazzi hanno riflettuto: che cosa significa investire la propria vita?
Si può scegliere di non sprecarla, di farla fiorire nel dono. Anche oggi. Anche da giovani. Il cammino è poi proseguito nelle viscere di Siracusa, alle catacombe di Santa Lucia.

Nel silenzio della pietra, è risuonata forte la voce della testimonianza.
I ragazzi hanno toccato con mano che la santità non è lontana, ma possibile.
Che il coraggio non ha età.
Che essere giovani e santi è la sfida più vera.
Infine i loro occhi si sono alzati verso la luce.
La mostra Lux Divina sul tema di Santa Lucia presso la Galleria di Palazzo Bellomo di Siracusa ha regalato loro l’incontro con i colori dell’eternità. Attraverso una visita guidata tra le opere sulla vita e la figura della santa e davanti all’Annunciazione di Antonello da Messina, l’arte è diventata parola viva, luce che tocca i cuori.

Tre tappe. Tre volti. Tre strade per dire ai giovani che essi sono “di più”. Più delle etichette, più degli sbagli, più dei numeri.
Sono volti amati, vite preziose, luce che può illuminare il mondo.
Papa Francesco nel suo libro Cristus vivit, nel 2019, scrisse: “Ogni giovane ha un seme di vita nuova, una scintilla che può cambiare il mondo”. Sta a noi adulti far loro scoprire quella scintilla e aiutarli a non farla spegnere, ma a trasformarla in luce piena.
Carmela Buscemi
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