Recensione a cura di Adriana Antoci
Opera prima di Grazia Ruffino, “Il labirinto degli allori” si presenta ai lettori con una costruzione potente e serrata, che riesce ad intrecciare una storia di fallimenti e riscatti, di amore e dedizione, sacrifici e volontà ferrea.
Un ritmo serrato, quasi del tutto spogliato di descrizioni e con una scenografia quasi teatrale, racconta di una scoperta e di una frattura, una divisione quasi senza ritorno tra un mondo che sembrava ovattato e una realtà che supera, pirandellianamente parlando, qualunque fantasia.
Realtà durissima, quasi crudele, che trova il suo pabulum nei personaggi che popolano queste righe, dove la contrapposizione fra bene e male, quasi manichea, ricorda a tutti noi che ci sono segreti che non possono rimanere sepolti a lungo, che devono essere affrontati e superati. E che per arrivare a questo, occorre la presenza e la vicinanza del bene incarnato nelle persone, che nella lotta eterna fra quello che è giusto e quello che non lo è, prendono posizione, scendono in campo, assumono decisioni a volte difficili e all’apparenza incomprensibili.
Una costruzione letteraria che ricorda molto da vicino le scatole cinesi, dove ad ogni pagina c’è una sorpresa e dove il lettore, convinto di aver trovato la spiegazione a fine pagina, deve ricredersi e arrivare alla conclusione del libro per rendersi conto che nulla è come sembra.
Questa modalità di costruire la storia fa di Grazia non solo una scrittrice emergente, ma una grande scrittrice, a parer mio. Il libro ha un seguito, come era giusto che fosse, dove tutto alla fine viene spiegato e il lettore si rende conto che alla fin fine era tutto talmente semplice da sembrare quasi scontato. Ma scontato non c’è nulla nelle righe del racconto, dove l’intreccio di sentimenti e emozioni, il groviglio umano di contraddizioni e di riflessioni indicano non solo la capacità della scrittrice, ma anche la sua empatia nei confronti dei personaggi e che sente suoi.
Consigliatissimo.

Grazia Ruffino ( 1988 ) vivo a Modica.
Sono una mamma artigiana a cui piace molto leggere e dipingere.
Amo la mia terra, la Sicilia, per le infinite emozioni che ogni giorno mi regala.
Credo che la storia sia molto importante, soprattutto per non dimenticare, ed evitare
gli stessi errori atroci commessi in passato.
Il romanzo “Il labirinto degli allori” è la mia opera prima pubblicata nel 2022.
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