Oggi andremo ad immergerci in un viaggio composto da brillanti e preziosi versi della poetessa Giovanna Santarsiero, all’interno della raccolta poetica “Cuori clandestini”, (Pisani Teodosio Edizioni).

Un’opera corale di recente pubblicazione, marzo 2026, in cui tanti cuori di donna si svelano, mentre intonano il loro canto d’amore e di dolore, ma anche di consapevolezza, resilienza e speranza. Ogni poesia è introdotta da una chiave di lettura, che propone un frammento dei messaggi veicolanti nei versi successivi.
Iniziamo con la presentazione sulle note biografiche della poetessa.
Giovanna Santarsiero nasce il 12 giugno 1991 a Potenza e vive da sempre ad Avigliano, un paese potentino
incastonato tra montagne e paesaggi mozzafiato che custodiscono storie antiche e silenzi suggestivi.

È qui che prende avvio la sua vita lavorativa, apparentemente scandita da conti e numeri. Dopo un’esperienza in
uno studio di consulenza della zona, approda in un’azienda locale dove, ancora oggi, si occupa di
contabilità. Ma la contabilità rappresenta solo il lato pragmatico della sua esistenza, quello fatto di
razionalità e calcoli, che procede in parallelo con una dimensione ben più profonda: quella culturale,
artistica e creativa. Giovanna è infatti un’anima poliedrica, capace di intrecciare con naturalezza l’arte
dell’uncinetto, la scrittura poetica e narrativa, la divulgazione culturale. Una donna che ha saputo
trasformare le passioni in progetti concreti, facendo della creatività non solo un rifugio, ma una vera e
propria missione di vita. Nel corso del 2025 la vita di Giovanna conosce un’ulteriore evoluzione con la
creazione del blog culturale “La Casa Azul” – nome che rende omaggio all’intramontabile e rivoluzionaria
Frida Kahlo – attraverso il quale si dedica alla divulgazione culturale mediante recensioni di libri, film, serie.
Ma il progetto va oltre la critica. Il blog ospita una sezione articoli in cui vengono affrontati temi di attualità
e una rubrica dedicata alle “Storie della Buonanotte” in cui diversi scrittori e scrittrici collaborano
condividendo storie edite e inedite. Nell’ottobre del 2025, grazie alla collaborazione con la rinomata casa
editrice di Avigliano Pisani Teodosio Edizioni, Giovanna pubblica la sua prima raccolta di poesie intitolata
“Fasi Lunari”. Un’opera che segna l’inizio di un percorso letterario, dando voce ad una passione da sempre
presente in lei ma rimasta in ombra, che trova finalmente il coraggio di spiccare il volo in un momento
cruciale della sua vita: la prematura e tragica perdita di suo padre.
La penna diviene rifugio, cura e ancora di
salvezza. La raccolta custodisce versi che narrano le fasi attraversate dall’autrice – proprio come quelle che
attraversa la luna – un viaggio intimo che dal buio più profondo risale attraverso la luce. Un ciclo di morte e
rinascita, di assenza e ritrovamento, in cui ogni poesia diventa testimonianza di resilienza e trasformazione.
Nel marzo 2026 si consolida la collaborazione con Pisani Teodosio Edizioni con la pubblicazione della
raccolta “Cuori Clandestini”.

In quest’opera coraggiosa, l’autrice porta sotto i riflettori l’amore vissuto nella
clandestinità. Una provocazione necessaria, la sua, che punta al disvelamento di un sentimento che per i posti scomodi, nelle circostanze più insolite e complesse – quegli amori che costringono a custodire le
emozioni nella propria intimità, lontani da occhi indiscreti e da cuori aridi incapaci di accettare sentimenti
che sfuggono alle etichette, alle convenzioni sociali e ai diktat culturali.
Un viaggio intimistico e viscerale,
impreziosito da suggestive immagini che dialogano con i versi, completando un’esperienza sensoriale in cui
parole e disegni – realizzati dal fratello artista Domenico Santarsiero – si fondono per raccontare la bellezza
ribelle di chi ama oltre i confini del lecito, del visibile, del convenzionale.
Torniamo all’opera “Cuori Clandestini” vissuta dall’autrice nella sua intimità, spezzato, profanato e alle volte nemmeno iniziato per davvero. 《Ogni verso è nato dal coraggio di restare fedele alle emozioni, anche quando esse sfociano in un mare nero che non vorremmo nuotare [..] La parola è un dono importante che ha risonanza nel tempo, per tale ragione, io regalo le mie parole a tutte voi, Donne, che siete per me motivo di orgoglio e speranza allo stesso tempo》- quanto affermato dalla Santarsiero all’interno dell’opera ( pag. 99).
A colpirmi è stata la poesia dal titolo “Sfiorarsi al tramonto”, nella chiave di lettura si legge : 《Nel tramonto si consuma il dì,
come il nostro amore che non appartiene
nè al giorno, né alla notte ma all’eterno》.
“Sfiorarti al tramonto” (pag. 55) racconta un incontro tra due persone unite da un amore profondo ma difficile da vivere. Fin dai primi versi, le mani che si cercano rappresentano il desiderio di stare insieme, mentre il tramonto simboleggia la fine di un momento felice. L’immagine delle dita che si intrecciano e poi si sciolgono mostra la brevità dell’incontro: il contatto è intenso ma destinato a finire, proprio come la nebbia che si dissolve. Nonostante la separazione, nell’aria rimane “il profumo dell’amore”, simbolo del ricordo che continua a vivere.


Successivamente gli occhi diventano il mezzo attraverso cui vengono espressi i sentimenti più profondi, raccontano un amore che non riesce né a spegnersi né a manifestarsi completamente, lasciando spazio a una malinconia silenziosa ma intensa. Nei versi finali, anche se la bocca pronuncia un addio, il cuore resta legato a quell’istante vissuto insieme.
L’immagine del filo rosso rappresenta un legame indissolubile tra due anima, che pur separandosi, sono destinate a ritrovarsi. Il sole nuovo dell’ultimo verso simboleggia la speranza di un nuovo inizio e di un futuro ricongiungimento.
I versi invitano il lettore e la lettrice a riflettere sulla forza dei sentimenti e sui legami che , anche dopo un addio, continuano a vivere nel cuore.


Altra poesia che desidero presentare è “L’alchimia del silenzio” (pag. 25), dove la poetessa descrive un amore intenso, profondo e doloroso, vissuto soprattutto nel silenzio e nei ricordi. Il silenzio viene definito “invisibile” e inciso “sul margine delle ore mute”, che accompagnato ogni momento della vita. Lo sguardo è definito “un labirinto di specchi”, perché riflette emozioni complesse e difficili da comprendere , mentre ogni parola sembra soffocare il silenzio anziché liberarlo.
L’autrice mostra come il silenzio possa custodire sentimenti profondi, trasformando la sofferenza in una forma di riflessione e di crescita interiore.
Inoltre, nei momenti di massima tensione emotiva, ad impreziosire la silloge è l’ antitesi.
“L’amore è una ferita che sanguina, una ferita che illumina, che si fa orizzonte”. È “…condanna che salva”, “…un abbraccio di lame e carezza, un naufragio che diventa àncora”, “…bagliore che si nutre.

Federica Corbisiero, Vicedirettora

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