Ci sono storie belle che sanno di buono e che ispirano a pensare che è possibile costruire un presente migliore carico di umanità. Una di queste ha come protagonista Gerardo Scavone che nella giornata di ieri, 8 agosto 2026, ha fatto la sua centesima donazione di sangue a Ruoti, piccolo paesello della provincia di Potenza in Basilicata, dove Gerardo vive. Ma non solo, la giornata della donazione ha coinciso con il suo anniversario (e della moglie Romina) – 34 anni – di matrimonio.

Nel Giardino comunale ad attenderlo, all’uscita dell’autoemoteca la moglie con il Direttivo dell’Avis e la vicesindaca per la consegna dell’attestato di “benemerenza oro con smeraldo”, con la seguente dedica “Arrivare a 100 donazioni significa aver condiviso una parte di sé con chi ha avuto più bisogno”.

Gerardo non nasconde la sua emozione e gioia per il traguardo raggiunto come donatore “ma non finisce qui perché si continua” precisa con fermezza.

Se i Fratelli Grimm oggi volessero ispirarsi ad un personaggio contemporaneo “magico” e controcorrente rispetto alle logiche utilitaristiche, per raccontare le gesta eroiche di un paladino della salute e del volontariato, sicuramente sceglierebbero Gerardo Scavone e non solo perché richiama nei suoi tratti e nelle sue caratteristiche fisiche personaggi senza tempo, infatti ha quasi 57 anni ma non li dimostra, ma soprattutto perché Gerardo è una persona “magica” per il suo spirito autentico e genuino, per la sua disponibilità e bontà d’animo, per la sua fede, umiltà e semplicità, per il suo parlare o tacere con saggezza e per la sua “prontezza” nelle varie attività e manifestazioni.
Lo ricordo qualche anno fa, durante una passeggiata nel Bosco grande di Ruoti organizzata dall’Avis e EudAnima aps, alle prese con mestoli, sughi e pentolone per la cottura della pasta.
La particolarità della sua testimonianza è data proprio da un apparente normalità di vita quotidiana vissuta con straordinarietà, di un cuore in azione.

Papà di Delia e Laura, autista di professione, si divide tra impegni di famiglia e vita di campagna e riesce a ritagliarsi del tempo da dedicare agli altri nel volontariato Avis, scoperto quel lontano 16 ottobre 1992 quando “donai per la prima volta il sangue e lo feci – racconta – perché qualcuno mi chiese di aiutare un suo amico bisognoso”. Diventa donatore per un suo atto di generosità, poi da subito volle informarsi sul valore della donazione del sangue e su quanto l’Avis faceva. Un “sì” generoso che diventa una scelta consapevole, “sono diventato in questi anni un donatore costante ma soprattutto convinto”, come afferma lui stesso.
Una testimonianza che ha dato i suoi frutti nella sua stessa casa, a seguirlo infatti dopo alcuni anni di matrimonio la moglie Romina, divenendo anche lei donatrice Avis.

Gerardo ha fatto del volontariato un atto di fede. Oltre ad essere componente del direttivo Avis, è impegnato come volontario nella Protezione civile di Ruoti e fa parte attivamente del gruppo folk ruotese.
A questo si aggiunge la passione per il calcio, che negli anni Ottanta lo ha visto nella squadra ruotese. Uno sport che ha continuato a vivere nelle partite con gli amici. E a tal proposito giro un invito agli appassionati di calcio e ai più curiosi: Gerardo sarà in campo martedì 11 agosto (Campo sportivo di Ruoti) per giocare una simpatica partita “ruotesi vs ruotesi nel mondo”, omaggio agli emigranti che in questi giorni ripopolano i luoghi vissuti nell’infanzia propria o dei familiari.

Gerardo vive il volontariato come scelta “è importante aiutare gli altri – afferma -, e allo stesso tempo attraverso il volontariato noi salviamo anche noi stessi perché ci rende persone migliori, perché ci aiuta a costruire una comunità di persone capaci di aiutarsi reciprocamente. Ci rende più consapevoli di ciò che siamo e dei veri valori da seguire”. Un messaggio questo che diventa un appello che Gerardo rivolge a tutti, ai giovani e ai grandi.
Una giornata, quella dell’8 carica di emozioni per Gerardo, che dopo aver spento metaforicamente le 100 candeline, quante le donazioni di sangue fatte, in serata con la famiglia ha festeggiato insieme alla moglie Romina i 34 anni di matrimonio. Ad entrambi rivolgiamo i più cari e sentiti Auguri.

Una vita di coppia vissuta da entrambi “con tanta gioia pur nelle difficoltà e i sacrifici che la vita comporta – spiega Gerardo – ma sempre contenti per il dono dell’incontro reciproco, vivendo mai da padre-padrone, ma nell’ascolto delle esigenze dell’altro, nella comprensione delle rispettive diversità e scelte libere, e più di ogni altra cosa nel rispetto, che è la parola più bella per vivere serenamente e gioiosamente”.
Parole queste sentite, vissute e testimoniate da Gerardo che nel raccontarsi indirettamente ci aiuta a riflettere su come può essere possibile vivere in armonia le relazioni affettive, convivenze durature e matrimoni all’insegna del “per sempre sì”, come recita la popolare canzone di Sal Da Vinci.

Chiudo rivolgendo un grazie a Gerardo per la sua testimonianza. Di lui si può dire “è una bella persona”!
Maria De Carlo, Direttora
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