Algoritmi e potere: due parole che stanno trasformando il nostro modo di vivere e lavorare. In “Algocrazia” (#guerininext), Francesco Donato Perillo esplora il potere degli algoritmi e il loro impatto inarrestabile sul mondo aziendale, toccando temi cruciali per chi opera nel management e in particolare nelle Risorse Umane.
L’intelligenza artificiale è la fine del management?
In effetti, se il contesto è fatto di macchine capaci di intelligenza artificiale sempre più evoluta, di sistemi interconnessi guidati dai dati in grado di “divorare” aree sempre più estese di lavoro umano, allora la quarta rivoluzione industriale ci dovrebbe portare proprio lì, alla fine del management.
Se (ancora) consideriamo il lavoro manageriale essenzialmente fatto di lavoro direttivo, organizzativo e di controllo, secondo l’autore (che mi perdonerà per questa sintesi tagliata con l’accetta) il rischio di un radicale ridimensionamento della sfera d’influenza dell’azione manageriale appare reale.
Però la lettura del libro offre la possibilità di una risposta diversa.
Con un deciso investimento in identità (l’anima dell’organizzazione, la sua unicità, quella che attiva il senso di scopo, i valori e la direzione di marcia) e una chiara direzione strategica, quelle organizzazioni post-fondiste che avevano superato la cultura del comando e controllo (molte purtroppo sono ancora lì) potranno evitare che siano loro sottratte le loro qualità più distintive: la centralità delle relazioni, il networking, la comunicazione, la leadership.
C’è un grande lavoro da fare ma forse è possibile salvaguardare, al contempo, la “natura” profonda del lavoro (quello motivato e capace di restituire il senso di scopo alle persone) e gli obiettivi di efficienza e produttività delle organizzazioni.
Mariagrazia Bonzagni
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