Per me è un onore essere ospitata su questa nuova rivista.
Mi è stato chiesto di parlare del mio libro che aveva già destato l’attenzione per “Conduco un dialogo” nelle trasmissioni di Alessandro Buscemi, “Un tuffo tra le parole” (https://www.facebook.com/watch/live/?ref=watch_permalink&v=691562952946765) e di Maria De Carlo, “Il tafàno” (https://www.facebook.com/watch/live/?ref=watch_permalink&v=691562952946765).
A ogni autrice e a ogni autore piace parlare della propria “creatura” e, soprattutto, sono le recensioni a scaldare il cuore, perché son sentite e vere, altro che surrogati!
Fra le varie recensioni, mi commosse enormemente quella del Prof. Vincenzo Palmisano di febbraio 2024 e prematuramente scomparso dopo pochi mesi, a maggio di quello stesso anno.
Quella recensione è un po’ un suo ultimo lascito e, per me, è quasi doveroso riproporla anche qui, onde darne la massima diffusione e aggiungere un po’ di questa grande persona in questa nascente rivista.
Riporto qui di seguito le sue parole; gli sono infinitamente grata e lo saluto, ovunque egli sia:
“Questa volta hanno acceso la mia curiosità e suscitato il mio interesse il titolo del libro “La società del surrogato” e il nome dell’autrice, Stefania Lombardi.
Nata e cresciuta a San Michele Salentino (Brindisi), vive a Roma, fa parte della Giuria del Premio nazionale di Filosofia, lavora in un Ente di Ricerca e si occupa anche di Project management e di Open Science.
Il libro, pubblicato in una collana di Filosofia dalla “Meme” editrice, è un saggio diviso in quattro capitoli. I personaggi che lo animano sono tanti: Socrate, Aristotele, Platone, Kant, Freud, Hanna Arendt, Fromm, Marx, Pascal, Milton, Montesquieu, Rousseau, e altri ancora.
Il Gotha della cultura occidentale, la cui luce non si spegnerà mai.
I temi affrontati sono questi: Natura dei desideri, Limite nel rapporto tra bisogno e desiderio, Un desiderio che genera malessere, Desiderio come autonomia e libertà, Desiderio di spiritualità, L’autonomia minacciata dalla società dei consumi.
Ma quello sul quale la Lombardi a lungo si sofferma nelle ultime pagine è il tema centrale dei Surrogati. A questo punto scende dai cieli dell’astrazione, entra nella concretezza del vivere quotidiano, e sentite cosa dice: -Pensiamo ai sostituti del latte materno…Tali sostituti sono talmente ”dentro” la nostra società che non si riesce a immaginare un neonato senza ciuccio e biberon. L’allattamento materno non è solo alimento, è anche relazione, è calore, protezione, sicurezza, ”cuore a cuore”, ritmo, melodia, sintonia; è nutrimento nel senso più ampio del termine. Inserire un ”mezzo” che distanzia si traduce in aumentare i consumi. Nel perdere la ”relazione” aumentano i ”sostituti consolatori ”che vanno dal ”ciuccio” alle piccole giostre su culle e passeggini (altri elementi delle culture della ”distanza”). I ”surrogati”, calmando nel breve periodo, ci allontanano, ”nel lungo periodo”, da ciò che desideriamo realmente- .
Poi dà la parola a Erich Fromm, l’autore del celebre volume “Essere e Avere” e così conclude:
“Come non pensare al celebre Essere e Avere di Erich Fromm in cui è appunto descritta l’umana infelicità nella società dell’Avere, in cui persino il tema del contatto corporeo non è in equilibrio. Sono surrogati sia il cibo che le cose, i giocattoli, atti a riempire vuoti emotivi e relazionali. L’abitudine al surrogato non ci mette più di fronte a quello che è il nostro bisogno più vero”.
Basta la citazione di questi due passaggi per capire quanto questo libro, scritto con rigore, passione e incisiva capacità divulgativa, sia importante, utile e arricchente.
Chiudo questa mia breve nota di lettura augurando a Stefania Lombardi di conquistare librerie e lettori.
Vincenzo Palmisano”
Possiamo ritrovare il Professore a questo link:https://www.masserianova.it/il-mio-dizionario-stefania-lombardi-di-vincenzo-palmisano/?fbclid=IwY2xjawJ5xbNleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBrMXh6WTJBWHB5cTdlZVlZAR4bN5P7UcwY_WzaTM84IVLU7a3VXzLDeil4TtbciCN1A_JpuSyuwdpQe2j2IQ_aem_wY4QpHbeXylBmkNh0ENfeg
Auguro il meglio a questa nuova rivista e spero che queste parole del Professore abbiano destato la vostra curiosità perché chi scrive ama anche essere letto.
Stefania Lombardi
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