Saronno ospita la Mostra personale di Mimmo Anteri “Tracce Mediterranee – A Sud dell’anima”.
Tanto fermento culturale-artistico ho ritrovato con piacere a Saranno in questi giorni in cui è iniziato anche il nuovo anno scolastico. In una passeggiata, prima del rientro a casa, mi sono fermata presso la Sala Nevara A, in Viale Santuario 2 per immergermi negli ammalianti capolavori di Mimmo Anteri, proveniente dalla Puglia.

Ad accogliermi è stata la curatrice Anna Todisco, la quale prontamente mi ha donato una brochure, all’interno del quale è inserito il progetto grafico e la fotografia (sponsorizzato da RIMO SRL) e, subito dopo ho avuto la grande gioia di conoscere di persona il pittore Mimmo Anteri.
Egli è nato a Grottaglie (TA).

Alla metà degli anni sessanta si è trasferito a Roma dove ha seguito gli studi accademici e dove è restato fino al 2000. Attualmente vive a Gallipoli (LE); ha esposto le sue opere in qualificate mostre personali e di gruppo in diverse città italiane e straniere.
Dal 1978 al 1994 ha operato attivamente a Caracas (Venezuela), riscuotendo un vivo successo di pubblico ed il consenso della più prestigiosa ed autorevole critica d’arte di quel Paese. È stato segnalato in diverse esposizioni nazionali ed estere, tra cui l’ambito “Premio Marino Mazzacurati ” del 1969; il “Concorso Nazionale di Pittura Contemporanea” che si è tenuto nel 1970 in occasione del “Centenario di Roma Capitale” (secondo premio) e nel 1971 il “Concorso Internazionale di Pittura Oderisi da Gubbio” – Roma (primo premio assoluto sezione grandi formati). Si sono occupati della sua attività, fra gli altri, Remo Brindisi, Giuliano Serafini, Ursula Itschner, Tanja Schuler, Antonio Basile, Gigliola Blandamura, Alberto Pellegrini, Aurora Fonda, Piero Simonelli, Mariano Apa, Gabriella Sbardella, Gino Schirosi, Giuseppe Albahari, Giuliano D’Elena, Cosimo Perrone, Francesco Spadafora, Ivana D’Agostino, Mario De Marco, Augusto Benemeglio.
Autore sensibile e appassionato, dipinge tramite il concetto della classicità (molto vicino alla poetica dell’artista toscano Piero della Francesca) e dell’arte romantica.
Cito testualmente quanto affermato da Gigliola Blandamura: 《Il dato decisamente qualificante dell’attuale momento operativo di Anteri è la felice fusione tra il suo vissuto di uomo moderno – e per tanto portatore di un’esperienza multiforme e di valore cosmico – ed il legame ancestrale ma culturalmente chiarito con la sua terra e le sue origini.
Quelle origini meridionali che possono apparire lontanissime dal suo attuale intendimento pittorico ma che ne sono in realtà la struttura portante, come – del resto – dimostrano i titoli dati dallo stesso autore alle sue opere; titoli nei quali il richiamo alla memoria e alla mediterraneità tornano costanti e volutamente insistiti.
Ma il riferimento reale è più sottile e più profondo e va ricercato nei significati spaziali e luministici, frutto evidente di un apporto ambientale fatti di grandi spazi, di cieli e di mari mitici come quelli della sua terra, la Puglia.[…]》

Dopo essermi immersa nella suddetta mostra, ho avuto l’onore di poter dialogare con il pittore, il quale subito mi ha chiesto: 《Federica, cosa ti ha colpito della mostra?》
E, io subito ho risposto che mi aveva colpito la sua opera dal titolo “Riconnessione con la natura”, e quello che mi sono portata a casa è stato l’intimo abbraccio con la natura, la riconversione con me stessa, in primis e subito dopo con la natura, (con grande valenza salvifica), la quale ci disintossica dalla frenesia delle giornate e dall’uso eccessivo della tecnologia, in quanto se non si è capaci di ascoltare se stessi non si può ascoltare l’altro.
Questo è stato un prezioso incontro con il pittore, il quale non si è sottratto ad un piacevole dialogo e ascolto delle mie osservazioni, come solo i grandi sanno fare, ha mostrato gratitudine nei miei confronti sottolineando la bellezza delle conversazioni piacevoli, che al pari dell’arte sono capaci di arricchire gli animi.

Durante il percorso ho avuto modo di toccare con mano la maestria e la diligenza del disegno geometrico e preciso del pittore, ho girato tra simboli, sfere, coni, prismi tutti titolati dall’autore.
Mimmo ha tenuto a dirmi che l’osservatore deve dare una sua sensazione, una sua emozione ed esperienza con l’arte senza farsi influenzare dal suo titolo.
Concludo dicendo che l’arte del pittore Anteri, mi ha fatto vivere delle emozioni come il pensiero che eleva la filosofia dal buio dell’ignoranza.
Ecco, se vuoi uscire dal buio della caverna come affermava Platone, nel “mito della caverna”, caro lettore devi sperimentare quello che può donarti l’arte.
Diceva Picasso: “Il senso della vita è quello di trovare il vostro scopo. Lo scopo della vita è quello di regalarlo“.
FEDERICA CORBISIERO
Condividi


Comments are closed