La riflessione esposta qui di seguito, mira ad interrogarci innanzitutto sul perché, per il fatto di essere nati e vissuti in certe Regioni del Mondo, siamo etichettati o percepiti come Occidentali.
…Da voi in Occidente, ….Voi Occidentali! Cosa significa esattamente?
Dove inizia allora l’Oriente se diventa antagonista all’Occidente? E dove finisce il nostro Occidente?
Sky line a Toronto – foto di M. Caruso
Siamo cresciuti interiorizzando una visione “ Eurocentrica” del Mondo che anche il planisfero affisso nelle aule della scuola ci ha inconsapevolmente influenzati.
Cosa significa essere Occidentali?
Prima dovremmo fare una riflessione sui fattori che definiscono questa appartenenza, premettendo che gli Orientali non hanno di certo la consapevolezza di essere Orientali, hanno solo la consapevolezza di se stessi.
Ma andiamo per ordine: i tradizionali confini geografici che ci hanno insegnato a scuola all’epoca, erano che i Monti Urali e la Catena Caucasica rappresentassero la linea di demarcazione tra l’Europa e l’Asia.
(Muraglia cinese – foto M. Caruso)
La geografia moderna asserisce adesso che il continente è l’Eurasia, non più l’Europa e l’Asia; L’Europa in senso geografico NON ESISTE! E’ una penisola dell’Asia.
Quindi quei confini geografici erano puramente convenzionali. Difatti, ad avvalorare questa posizione suggerisco un’altra deduzione: un cittadino Russo di San Pietroburgo sarebbe quindi un Europeo mentre uno che è nato aldilà degli Urali è un Asiatico?
E ancora, varrebbe lo stesso se attraversassi il Bosforo sulla sponda Est? ….infine: Praga è una “ capitale dell’est” nella percezione collettiva. Vienna è l’elegante e austera Capitale Imperiale dei salotti e del valzer del concerto di capodanno, non low cost come Praga ovviamente e non dell’EST; almeno questo noi pensiamo e percepiamo.
Se invece ne facciamo una questione di longitudine, scopriamo che Vienna è più ad Est rispetto a Praga secondo il meridiano di Greenwich. Questo perché durante la Guerra fredda, quando l’Europa era divisa in due, l’Austria era un Paese non allineato come la Jugoslavia e la Svizzera; è curioso ma lo percepiamo ancora senza saperlo.
(Plaza Oriente, Madrid – foto M. Caruso)
Stesso ragionamento vale per il Maghreb che si identifica nel Nord Africa, escluso l’Egitto per essere precisi. Maghreb è la traduzione di “luogo dove tramonta il sole ” in arabo e quindi tutto ciò che era ad Ovest del Nilo, dove per il Mondo Arabo tramonta il sole.
Ma senza andare troppo sul sottile, Oriente e Occidente sono pure “convenzioni”; esprimono Mondi e confini culturali e non confini fisici demarcati, altrimenti Noi saremmo Orientali rispetto a Marocco e Algeria e torneremmo al punto di prima.
Essere Occidentali significa appartenere a radici storiche, caratteristiche etniche e somatiche, antropico-sociali, linguistiche e religiose in una accezione culturale ovviamente.

Vuol dire essere depositari di valori da riconoscere e recuperare, da valorizzare e preservare.
I valori democratici, la Laicità dello Stato, il patrimonio dei diritti civili e politici; stile di vita, arte , lingue , patrimonio storico e artistico, conquiste ideologiche e valoriali che sono figlie di cataclismi storici come la Rivoluzione Francese e Americana e a seguire nel XX Secolo tutto ciò che ha definito lo “ Stato di Diritto” e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ ONU.
(Jaipur, Rajastan – India- foto M. Caruso)
Comprendo di addentrarmi in argomenti che vorrebbero essere ulteriormente “argomentati”, in una occasione successiva per non dilungarmi eccessivamente in questa sede; per il momento , accontentiamoci di riflettere e di realizzare che il Mondo comunica per la maggior parte nelle lingue a cui l’Impero Romano ha regalato l’alfabeto.
a cura di Maria Caruso (nella foto sottostante – scatto a Sighisoara in Transilvania)

In copertina “Un the a Pechino” – foto di M. Caruso
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