Ascoltare il corpo delle donne. Ascoltarsi. Non è cosa facile soprattutto per chi è risucchiato da mille incombenze familiari, lavorative ed altre priorità. Per ascoltare ci vuole tempo, è necessario “dedicare” momenti per sé stesse. Che cosa il corpo mi chiede? Che cosa mi dice? Con questo spirito si è svolta l’attività “Spazio salute e benessere” nell’ambito del progetto “Ragazze e donne felici nel segno dell’autodeterminazione (con il finanziamento ministeriale concesso alla Regione Basilicata CUP G24H25000340001).
L’attività, che ormai sta volgendo al termine, ha permesso alle donne che vi partecipano, di avere uno spazio “sacro” dove, instaurata la fiducia con l’esperta Cecilia Arcieri, il corpo è stato il protagonista principale e correlato ad esso la propria “anima” creando un dialogo costruttivo. Manualità, sensi, profumi, essenze per riscoprire la bellezza e il dono dell’essere “corpo” rigenerato.
Un corpo da ascoltare, curare, custodire, e “ricaricare”. Non è facile descrivere e narrare i benefici avuti. Richiamiamo alcune “timide” dichiarazioni: “Ho provato una sensazione di piacevole benessere; Oltre le aspettative, mi sento rigenerata; Un’esperienza rilassante, un momento bellissimo; Ho sperimentato un senso di pace per tutto il corpo; Ringrazio per la piacevole e rilassante sensazione che ha ricevuto il mio corpo e il mio spirito”. Tutte poi hanno espresso il desiderio di continuità del percorso.

Attraverso queste testimonianze possiamo riflettere sulla necessità di dedicare più spesso attenzione e dedizione alla corporeità, non di carattere meramente estetico o di immagine, quello di cui le donne hanno dichiarato, ed è l’intento del progetto, va letto in una una visione di pienezza del benessere.
Avere un corpo è un dono, è una responsabilità ed è una sacralità inviolabile. Esso è strumento di relazione con noi e con gli altri. Al di là delle forme e delle apparenze il corpo esige consapevolezza e rispetto della propria identità e dell’interno suo universo: essere donna, nella sua unicità e pienezza.
Grazie a Cecilia e a tutte voi donne che avete avuto il coraggio di mettervi in gioco!
(Maria De Carlo, Presidente EudAnima aps)
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