Parliamo di inclusione. Il mio focus è sugli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento (acronimo DSA). Non sono inclusi in questo gruppo gli alunni con DSA che non vengono diagnosticati.
Mi piace citare la famosa frase di Einstein, “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido“; ci ricorda che ognuno di noi ha un talento unico e prezioso.
Qualche anno fa mi sono imbattuta nella visione di uno strepitoso film dal titolo:”Stelle sulla Terra”, il quale segue le vicende di un bambino di nove anni, Ishaan, iscritto alla terza elementare di un istituto statale. Ishaan presenta seri problemi in tutte le materie per una particolare forma di dislessia che lo porta sempre più ad isolarsi, non avendo nessuno che comprenda il suo comportamento.
Il film ha rappresentato un potente strumento educativo per riflettere su temi fondamentali come il valore della diversità, l’importanza dell’autostima, la forza dell’insegnamento empatico e il riconoscimento dei talenti nascosti di ciascun alunno.
Entrando nel sapere teorico, all’interno della classificazione di DSA ci sono:
● dislessia: difficoltà nella lettura;
●disgrafia: difficoltà nella realizzazione grafica del segno di scrittura;
● disortografia: difficoltà nella transcodifica del linguaggio da orale a scritto;
●discalculia: difficoltà negli automatismi del calcolo e nell’elaborazione dei numeri.
MA COS’È LA DISLESSIA?
La dislessia consiste nella difficoltà che gli alunni hanno nella lettura ad alta volta; si presenta attraverso una lettura stentata, poco espressiva.
Si nota negli alunni la confusione dei “grafemi’, ad esempio si confonde la “p” e la “b”, la “a” e la “e”, la “b” e la “d” etc.;
I grafici che presentano somiglianze , come la “m” con la “n” .
I fonemi che presentano somiglianze percettivo- uditive (F e V; T e D; P e B; M e N).
Dunque, il ruolo dei docenti è fondamentale per creare un ambiente altamente inclusivo e adeguare i metodi di insegnamento.
Un dialogo costante con genitori, neuropsichiatri, psicologi e logopedisti è fondamentale per comprendere al meglio le esigenze dello studente. Noi insegnanti siamo “contenti” quando al termine di un percorso, anche faticoso, troviamo riscontro nella gioia degli allievi perché comprendono i loro progressi e nello tempo il “riconoscimento” dei genitori che desiderano che il figlio continui ad avere lo stesso insegnante durante l’intero percorso. A loro diciamo grazie di vero cuore, in tempi in cui tutto è scontato è bello che qualcuno apprezza e stima il lavoro dell’educatore.
Infine, ecco l’augurio ai miei allievi dell’I.C. “A. Moro” di Saronno (plesso della Vittorino da Feltre): “Un sogno inizia, il più delle volte, con un insegnante che crede in te“.
FEDERICA CORBISIERO, insegnante

Condividi


Comments are closed