Ancora qualche appuntamento nel mese di giugno e anche il laboratorio “Ago e fili tra i vicoli vissuti”, presso il Centro di aggregazione giovanile (grazie alla collaborazione con l’ente comunale) di Ruoti, all’interno del progetto promosso dall’associazione EudAnima aps “Ragazze e donne felici nel segno dell’autodeterminazione” (con il finanziamento ministeriale concesso alla Regione Basilicata CUP G24H25000340001) giunge al termine.
Se proviamo a giocare con l’acronico AGO, potrebbe tradursi in questo modo:

Agitare. Le donne “agitano” le comunità nel senso che danno movimento vitale.
Governare. Non in termini “casalinghi”, di quella matrice patriarcale, ma del ruolo politico che spetta anche alle donne.
Osare. Bisogna uscire fuori dai meccanismi della “rassegnazione” ed avere il coraggio di osare per cambiare.
L’attività laboratoriale è stata curata con amore e passione dalla socia volontaria, nonché membro del Direttivo EudAnima aps, Antonietta Errichetti, che non finirò mai di ringraziare per la sua disponibilità, dolcezza e generosità. Insieme a lei l’infaticabile Enzina Troiano, accomunata dalla stessa passione, oltre alla carica di vicepresidente in associazione e all’impegno della segreteria nel citato progetto.

Antonietta Errichetti è una donna che negli anni ha saputo mettersi in gioco scoprendo man mano la sua passione per il cucito divenendo nel laboratorio esperta ed animatrice cucito creativo, sperimentando diverse modalità, ma sempre avendo a cuore gli interessi delle partecipanti, la loro peculiarità, potenzialità e inventiva.
Intorno ad un tavolo ragazze e donne, quasi più di una generazione a confronto, si sono lasciate “ammaliare” dall’arte creativa del cucito. Le immagini-foto scelte sono quelle dei vicoli del paesello (Ruoti) vissute da alcune di loro nella loro infanzia, con le viuzze del centro storico, i portali e i personaggi di una volta, ma anche le strade che conducono nella vicina Baragiano con alberi secolari o i monti della vicina Avigliano.

Cosa accade lungo il cammino da loro “ricamato” su carta, mentre i pensieri scorrono nei vicoli dell’animo? Ho cercato di “catturare”, attraverso l’arte maieutica, alcuni viaggi del loro animo, scegliendone alcuni che di seguito riporto. Una sorta di testimonianza nella quale molte donne forse, si ritroveranno.

Userò alcuni nomi di fantasia. Arabella, 61 anni. Tra le mani ha un foglio con su ricamato un viale di alberi. Sono quelli che osserva lungo la strada che porta da Ruoti a Baragiano, dove frequentemente si reca; è affascinata dagli alberi in modo particolare, perché rappresentano quel suo desiderio di camminare a piedi per tornare a casa. Ma non è solo la “camminata” che è importante. “Camminare mi fa stare bene – dice – perché la mente è libera. E tornare a casa mi piace, ma ancora di più adoro rifare il tratto che da Baragiano poi mi porta a Ruoti, al paese, al luogo delle relazioni, dove incontro le amiche e tanti conoscenti e mi sento realizzata nell’ambiente lavorativo e poi – afferma – mi piace partecipare a questa attività laboratoriale”. Arabella è contenta di trovarsi con le altre perché è un’occasione per “trovare” il tempo per fermarsi e riscoprire la bellezza del confronto e della condivisione dei propri stati d’animo con altre donne e al contempo scoprire la propria creatività manuale.

Minnie ha 45 anni e frequenta il laboratorio con la figlioletta di 10 anni. Un modo di “fare le cose insieme”, trovare il tempo per creare un rapporto madre-figlia, un’esperienza di grande valenza pedagogica. Minni ricama il suo paesaggio e rileva “quanto sia interessante ammirare l’unione tra l’elemento naturalistico con quello antropico”. La foto riporta un’area montuosa che volge verso Avigliano e a valle si intravede una piccola chiesetta con alcune case (sono quelle dell’attuale zona Calvario di Ruoti). Le piace contemplare l’armonia che si realizza tra ambiente naturale e la presenza dell’umanità in esso. Le chiedo cos’è l’armonia? “Per me è quell’equilibrio capace di dare serenità”, mi risponde, e nel suo narrare afferma di come è riuscita trovarla nel quotidiano.

Clara ha 56 anni e tra le mani sta ricamando un particolare del Bosco di Ruoti. Sono alberi ripresi dal basso verso l’alto. I suoi occhi si illuminano “guardarli mi suscitano sentimenti di libertà ed io riconosco che forse non sono del tutto libera perché non riesco ad esprimere tutti i miei sentimenti. Vorrei – continua – essere un albero che cresce libera. Trovo la natura amica, a lei mi ispiro per raggiungere la libertà”.

Merida ha 61 anni. Nell’immagine che osserva ripensa al suo vissuto “fatto di alti e bassi – dice – con un sogno, in particolare, che nella mia vita non ho potuto realizzare: la maternità”. Un desiderio sopperito, in parte, nell’accoglienza di bambini meno fortunati.
Queste donne tra i fili tessono i loro ricordi, i desideri, i sogni, gli incontri e soprattutto “sostano” con l’ago che prende ora una direzione, ora un’altra, negli strappi dell’animo da ricucire. Attraverso i luoghi e i vicoli fissati su foto vanno a creare qualcosa di nuovo ripensando al presente ma soprattutto a quanto può essere ancora “ricamato”, metafora della speranza del nuovo che verrà.

A loro tutte dico grazie per essersi messe in gioco e per aver “svelato” quella parte più nascosta del proprio essere testimoniando la bellezza della “condivisione” tra donne che desiderano “ricostruirsi” perennemente.
maria de carlo (Presidente EudAnima aps)
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