Tappetino arancione, azzurro o verde. Tutto è pronto. L’entusiasmo della maestra di Fitness, Ilaria Cappiello è alle stelle ed è soprattutto contagioso.

Maria e Giuseppina scelgono il loro tappetino e sono le prime ad iscriversi al percorso-attività di “Fitness” proposto a Ruoti, presso il Centro di aggregazione giovanile (grazie alla collaborazione con l’ente comunale), nell’ambito del progetto “Ragazze e donne felici nel segno dell’autodeterminazione (con il finanziamento ministeriale concesso alla Regione Basilicata CUP G24H25000340001).

A loro due si sono aggiunte in seguito altre donne (come Elisabetta, Ezia, Maria Lucia, etc.) sfidando il freddo dei mesi invernali accentuato da problematiche legate al riscaldamento del posto. Ma hanno continuato e resistito.
Hanno fatto loro la celebre massima “Mens sana in corpore sano“, e cioè di quanto sia fondamentale custodire il proprio benessere psicofisico.
Pur essendo nota a tutti la necessità di dedicare del tempo per la cura del proprio corpo e del proprio benessere psicofisico, ci sono ancora molte ragazze e donne che spesso devono fare i conti con ritmi frenetici dovuti alla vita familiare, a problematiche socio-economiche e ad altri fattori, compresa quella della pigrizia e/o non conoscenza del proprio corpo e della cura di sè. L’attività di “Fitness” proposta dall’associazione EudAnima aps ha contribuito a sensibilizzare le ragazze e le donne sul tema.

Sono anni ormai che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) spinge ad acquisire una coscienza del “movimento” quale condicio per tutelare la salute.
L’attività che si sta concludendo, con un ultimo appuntamento a giugno p.v., deve il suo successo all’esperta, la maestra di Fitness, Ilaria Cappiello. Grazie alla sua professionalità, carica di grande empatia, le “amiche” si sono lasciate “curare” dai movimenti indicati con grazia e stile, sempre attenti al rispetto dei tempi e delle problematiche di ciascuna.
“E’ stata una esperienza bellissima che mi piacerebbe rifare”, questo il commento quasi corale delle partecipanti. Qualcosa è cambiato? “Certo, è stata un’opportunità per mettere in movimento il corpo e per conoscere limiti e bisogni. E poi è bello sapersi insieme ad altre e non sole nel percorso di cura di sè”.

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