Si è concluso di recente, dall’omonima EudAnima (aps-associazione di promozione sociale) il calendario delle iniziative “Eravamo quattro amici al bar” (svoltosi a Ruoti, in provincia di Potenza dal 6 al 10 luglio u.s.). Un evento nazionale promossa da “La Scatola di latta” (scuola itinerante di un gruppo informale di amicizia civico-culturale ideato nel Salento da Gianluca Palma per promuovere educazione diffusa nei territori e nei paesaggi d’Italia). Come si legge nella proposta de “La scatola di latta” di fatto i tavolini dei bar sono stati straformati “in piazze di scambio e i banconi in spazi di riflessione collettiva. Perché il bar di provincia non è solo un luogo di passaggio, ma è il primo, storico avamposto di resistenza sociale, prossimità e cittadinanza attiva”.

Un’iniziativa-adesione spontanea e volontaria, fuori da ogni finanziamento. Come si evince dal link: https://www.scatoladilatta.it/eravamo-quattro-amici-al-bar/dal-6-al-12-luglio-2026-prima-rassegna-itinerante-nei-bar-ditalia/, oltre alla Basilicata, le altre regioni che si sono lasciate “contaminare” sono state Calabria, Campania, Puglia e Veneto.

Abbiamo trovato interessante aderire a questa iniziativa per l’alto valore culturale. Quella dell’incontro al bar ricorda una sana abitudine che andrebbe recuperata e cioè incontrarsi per dialogare, parlare, discutere di problemi che riguardano la comunità, fare un sano dibattito, provocare e sollecitare le istituzioni su alcune problematiche o individuare soluzioni a problemi della comunità. Insomma è dal basso che ci costruisce una autentica democrazia, è la cittadinanza attiva, tanto proclamata negli slogan, che tira fuori dalle case, nell’agorà contemporanea delle nostre comunità, un protagonismo attivo che cozza con una cultura egologica vissuta in questi tempi “malati di egoismo” o di “tornaconto”. L’associazione educa alla gratuità, al volontariato, alla generosità, al dono del proprio tempo per il bene comune. E trovo urgente e necessario educare le nuove generazioni ad uno stile di vita impegnato per il bene comune, esercitato nel quotidiano.

             

Un breve focus sugli appuntamenti vissuti. Lunedì 6 luglio al bar Vamonos con Lucia Suozzo, titolare della vicina Tenuta Croglia di Baragiano scalo e il suo lavandeto (con circa 27000 piante). Un incontro per narrare le attività ma anche condivisione di storie personali raccontate da chi passando si è fermato per un caffè.

                               

Martedì 7 al bar Overland Caffè con l’assessore comunale Felice Faraone e i suoi magnifici scatti sul Bosco Grande di Ruoti. Una raccolta che ha spinto all’idea, sul momento, di una futura mostra fotografica. Un incontro arricchito da alcuni aneddoti e storie degli anziani del posto.

                              

Mercoledì 8 sotto il pergolato del bar Fior d’Arancio i protagonisti sono stati bimb* e ragazz*, sul tema “artisti per un giorno” attraverso la narrazione pittorica delle proprie emozioni, con la guida delle giovani educatrici, Sofia, Letizia, Clara ed Arianna.

                                    

Giovedì 9 al bar White cafè lounge bar  l’incontro per un’attività di solidarietà con “le margherite” all’uncinetto (adesione al Salatto Donata Doni di Lagonegro) sotto la guida di Antonietta Errichetti con la presenza straordinaria della poetessa potentina Dalila D’Andrea intervistata da Federica Corbisiero (direttivo EudAnima aps). Le margherite colorate al termine del percorso, che continuerà per i mesi successivi, e che vedrà presente le liriche della socia poetessa Roberta Alberti, verranno cucite come saio di Francesco d’Assisi (in occasione degli 800 anni dalla morte del poverello), patrono dei poeti e primo poeta italiano con il Cantico delle creature.

                          

Il percorso per i bar si è concluso venerdì 10 al bar Caffetteria ruotese con la medica del paese Caterina Russillo, in occasione dei suoi 30 anni a servizio della comunità. Un incontro carico di pathos e di calore umano che ha visto una numerosa presenza di amici e pazienti per onorare la dottoressa Caterina (come l’omaggio poetico di Rocco Summa tra le foto) amata per aver costruito negli anni rapporti di cura e di familiarità, di dedizione, di disponibilità a raggiungere lungo le stradine di campagna i suoi pazienti in ogni momento della giornata, facendosi carico e presente con i pazienti andando al di là degli obblighi di routine. Una serata tra racconti, aneddoti e ricordi, come quello del suo arrivo nella comunità ruotese che con un filo di commozione ha rievocato: “Il primo ricordo a Ruoti è con il dottor Francesco Pasquariello che teneva la mano a una ragazza collassata. Ho detto continuerò la sua e la mia formazione di strada”. Ad accompagnare le narrazioni anche un momento di festa con un brindisi accompagnato da alcuni brani musicali con l’organetto a cura del giovane Elia Errichetti, presente all’evento con la madre.

                 

Nelle pagine social dedicate (fb APS EudAnima e nel gruppo EudAnima aps) sono state condivise le fotografie con tanto di sintesi della “chiacchierata”.

Questo percorso nei bar si è caratterizzato come piccolo seme gettato su un terremo, quello delle comunità, spesso arido per diverse ragioni. E’ necessario essere fiduciosi che attraverso un pensare che si fa azione, si possa promuovere nel tempo un rinnovamento culturale votato al “benessere”, per luoghi improntati alla bellezza in termini di armonia e di ricerca condivisa per costruire comunità cariche di umanità. 

 

Maria De Carlo – Direttora Eudanima – Il Colporteur di Glaukopis

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