Per Eudanima. Il colporteur di Glaukopis, abbiamo intervistato Rosalino Granata.

Rosalino Granata nasce ad Agrigento nel 1972, si trasferisce a Torino nel 1996. Scrive Mizzica, Torino! Edito Panda Edizioni, il suo primo libro. A questo seguirà il suo secondo romanzo Guido, il tranviere edito Aletti Editore. La sua terza produzione è rappresentata dal romanzo Gli haiku e la sclerosi multipla edito Aletti Editore. La sua quarta opera è una raccolta di poesie, haiga e haiku, La voce colorata delle stagioni,scritta a quattro mani con la sua amica Tiziana Calamera, edita Aletti Editore. A settembre del 2021 ha pubblicato il romanzo Guido, la società segreta e il bossing, edito PAV Edizioni. A marzo del 2023 ha pubblicato una raccolta di racconti, Diverse maschere, scritta a quattro mani con il suo amico Antonio Bracone, edita PAV Edizioni. A marzo del 2024 ha pubblicato il romanzo Guido e il mobbing, edito PAV Edizioni; infine a luglio del 2025 ha pubblicato una raccolta di 100 haiku dal titolo Haiku: le 100 perle, edito PAV Edizioni. Con i suoi haiku inediti, negli ultimi cinque anni si è classificato al terzo posto al Premio Letterario “Parole dal Cassetto” 2023; si è classificato al quarto posto al Premio Letterario “Verba Volant- Scripta Manent” 2020; ha vinto la “Grande Medaglia” al Concorso di Poesia “Pace in terra” 2025 Nuova Accademia dei Bronzi; inoltre ha vinto più di 30 menzioni speciali. Con il racconto Il funerale è stato finalista al Concorso Letterario Casa Sanremo Writers 2026 Sezione Racconti Brevi.  Le sue opere (haiku e racconti) sono stati pubblicati su una quarantina di antologie di premi letterari. Attualmente ha scritto 1580 haiku e 21 racconti inediti.

DOMANDA: Rosalino, ci può parlare della sua esperienza di scrittore?

RISPOSTA: Ho iniziato a scrivere se si può dire per caso, grazie al grande maestro Andrea Camilleri, perché mia moglie era ricoverata in ospedale e mia figlia poteva nascere prima; perciò l’infermiera leggeva un episodio del personaggio del commissario di Montalbano e gli ho dato un’occhiata, sono rimasto “strambato”, come direbbe lui nel vedere che aveva scritto nel dialetto siciliano. Così mi ha dato l’input per scrivere Mizzica, Torino!

Riguarda l’immigrazione, un po’ autobiografico e descritto alla Camilleri, cioè le frasi in italiano vengono colorite con dei termini del dialetto siciliano, però il grande maestro scrive tre quarti in dialetto e un quarto in italiano, io invece al contrario. Tutti gli altri libri sono scritti in italiano. Dopodiché avevo in mente di scrivere un qualcosa che riguardasse il mio lavoro e ho creato il personaggio Guido, il mio alter ego e ho pubblicato la saga, composta da quattro romanzi: Guido, il tranviere, gli haiku e la sclerosi multipla, Guido, la società segreta e il bossing, Guido e il mobbing. Poi ho pubblicato due antologie di poesie, la voce curata dalle stagioni con la mia amica Tiziana Calameri e la raccolta di cento haiku dal titolo, Haiku e le cento perle, pubblicata lo scorso anno. Poi ho scritto due raccolte di racconti, diverse maschere con il mio amico Antonio Bracone, un racconto lungo pubblicato con il mio racconto. Alla fine ho pubblicato Le finestre della vita, durante questo agosto.

D: Rosalino, ci parli di com’è andata l’esperienza del Concorso letterario casa Sanremo Writers, quali sono state le emozioni che hai provato?

 

R:  È stata un’esperienza nuova, ho provato grande emozione nello studio di Sanremo.  Era sabato, l’ultimo giorno del Festival.  Sono arrivato all’ultimo minuto, la premiazione iniziava alle due e sono riuscito ad entrare alle due meno cinque, a causa di un piccolo problemino. Non ci stava internet e non riuscivo a contattare la responsabile; poi mi hanno dato il pin per il Wi-Fi e sono riuscito a contattare perché ci stava bisogno del pass per entrare.

La premiazione è stata bellissima, eravamo dieci finalisti. Tra l’altro ho saputo che verrà pubblicato in e-book , i dieci racconti.

D: Entriamo così nel vivo dell’opera di Rosalino Granata, le finestre della vita,  una raccolta di racconti pubblicata da PAV Edizioni nell’agosto del 2026, dove i racconti si susseguono come finestre aperte sulla realtà e sulla fantasia, esplorando episodi, incontri ed emozioni capace di far riflettere e sorprendere il lettore, ti chiedo perché hai scelto il titolo “le finestre della vita?”

R: È stato semplice scegliere questo titolo perché è il titolo dell’ultimo racconto di quest’opera, le finestre della vita. È quello che secondo me interpreta maggiormente lo spirito di questa raccolta. Le finestre aprendosi ad una ad una fanno riaffiorare i ricordi più importanti della vita e creano un ponte tra quello che uno è stato e quello che è diventato.

D: Rosalino, ci puoi spiegare cosa rappresenta il disegno della copertina, realizzato da tua figlia Martina?

R: A mia figlia le ho detto di farmi un’illustrazione che deve avere i videogiochi, le bici, la vespa e due mani che si scambiano la fede. Così lei ha fatto questa finestra grande che contiene le quattro finestre che sono i ricordi del passato.

D: Ti sei ispirato a parte della tua vita?

R: Sì, ad esempio nel racconto le finestre della vita mi sono ispirato alla mia vita vissuta, mentre altri sono di diversa fantasia. Ci sta anche un giallo, qualcuno che riguarda il tema dell’amore, ci sta un racconto sulla resilizienza; tre episodi del personaggio Guido e quindi il lettore non si può annoiare.

D: A questo punto volevo leggere una parte che ritengo importante della prefazione a cura di Rosita Panetta.

<< I racconti di Rosalino Granata sono un viaggio nell’incredibile credibile, un ossimoro che ha molto da dire, che si comprende solo leggendo. La scrittura di Rosalino Granata è lineare e comprensibile, schietta e reale, un risveglio al profumo di caffè nero bollente dopo una notte di sogni strani all’interno di un manuale magico e vivo che man mano che viene letto risucchia l’anima di chi legge e anche il corpo attraverso un portale. Tutti potremmo essere Carlo, il protagonista, che ritrova un libro tramandato da secoli in famiglia, causa disastri. A volte poi la realtà supera la fantasia, quando un auti-sta pomeridiano di bus, Guido, al quale è stata affidata una linea diversa dal solito, vede salire sul suo bus delle persone vestite in modo particolare come, per esempio, chi imita Marco Pantani o addirittura chi si traveste e si atteggia da un famoso cantante pop o chi, salito sul bus inizia a litigare con se stesso e poi urla al povero Guido che poteva avvisarlo del fatto che aveva preso il bus nel senso sbagliato. Insomma, prendere un bus è un’avventura per tutti, per chi viaggia e per chi guida, diciamo che forse è un po’ la metafora della vita. Rosalino Granata si cimenta anche con il siciliano, sua lingua madre, forse prendendo spunto dal grande scrittore e giornalista Andrea Camilleri, usando certi neologismi e cadenze immaginabili. Il piccolo giallo che ci sottopone si intreccia con una storia di usura e addirittura con un risvolto al contrario. Mi fermo qui, perché per scoprire il colpevole dovete leggere il racconto >>. [..]

D: Ci sta un racconto a cui è affezionato? Se si, ci può leggere un passo?

R: Si, in questa raccolta sono affezionato al racconto il Funerale, con cui sono stato finalista a casa Sanremo.

D: Rosalino, hai dei sogni nel cassetto?

R:  Ho un romanzo fantasy di una mago, finito e aspirerei a pubblicarlo con un grande editore.

Il sogno è che aspiro principalmente con le mie opere a lasciare una traccia affinché venga ricordato come l’autista che scriveva romanzi, racconti e poesie. Il prossimo anno pubblicherò una raccolta di 107 haiku e mia figlia ha fatto le illustrazioni, la copertina.
Ci sarà la pubblicazione e collaborazione con la mia amica Panetta, una raccolta di cento poesie con il tema dell’amore.

 

Si ringrazia l’ospite Rosalino Granata e le si augura un buon lavoro per i progetti futuri.

Federica Corbisiero, Vicedirettora Eudanima Il Colporteur di Glaukopis

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