L’anno scolastico  è agli sgoccioli e così ho già tirato le somme del percorso che ho vissuto nel Saronnese, all’I.C. Aldo Moro di Saronno , plesso Vittorino da Feltre. Ho lasciato la mia terra lucana per lavorare nella scuola. La fatica è ripagata dalla gioia dei miei piccoli alunni. In questo percorso scolastico ho interagito con i ragazzi che hanno avuto bisogno del PEI , attraverso loro ho conosciuto le famiglie che camminano in sinergia con la scuola. Ho respirato, dai primissimi giorni una piena inclusione.
Oggi, i ragazzi tra il caldo e le alte temperature iniziano a fare il conto alla rovescia per la fine della scuola, molto entusiasti nell’immergersi nelle vacanze con i genitori, i fratelli , le sorelle; mentre altri vivranno nell’esperienza del campus estivo.
Durante l’interno anno con gli alunni abbiamo svolto attività bellissime, le uscite, in particolare con i viaggi di istruzione sono state entusiasmanti per gli alunni che hanno attivato curiosità e  divertimento costruttivo, immergendosi nella storia della loro regione, la Lombardia.
Sono contenta di fare l’insegnante, si vive tra sorrisi, dolcezze e attimi di felicità soprattutto nel vedere i successi realizzati dei propri alunni.

                                                                                                 
L’insegnamento ha una sua bellezza, che è quella sul piano umano-relazionale; vi poi anche una parte burocratica oltre all’impegno di una formazione continua, orari prolungati con gruppi di lavoro per l’inclusione e la compilazione del PEI.
Esperienza dunque, quella vissuta da me che sono nei primi anni dell’insegnamento, molto significativa dove riconosco di essere cresciuta insieme ai miei alunni e sono davvero grata ai momenti vissuti nelle aule; alle tante gioie vissute con loro, come quella gioia che emanano i ragazzi durante una verifica con risultati positivi e dunque nel vedere che gli obiettivi che mi ero prefissata inizialmente sono stati raggiunti. Tutto ciò, confesso, mi inorgoglisce.

                                                                                                 
Ho vissuto attivamente, e non è stata poca la fatica, nel Gruppo di lavoro operativo di inclusione (GLO). Una sigla che racchiude i tanti momenti di aggregazione che vive la scuola con la famiglia e le figure professionali, ricordando che senza la stretta comunicazione e partecipazione di tutte le componenti non vi è un gratificante risultato. Insieme si procede per il Piano educativo individualizzato (PEI), documento di programmazione educativa, elaborato e approvato dal GLO, composto da docenti contitolari e dal consiglio di classe.
È organizzato con la presenza dei genitori (o dei soggetti che ne esercitano la responsabilità) e con le figure professionali (logopedisti, neuropsichiatri) che interagiscono con la classe e con l’alunno con disabilità. Il documento è sviluppato ed approvato dal GLO; redatto a partire dalla scuola dell’infanzia il PEI viene aggiornato successivamente. Ma come si struttura l’intero percorso? Si articola su quattro aree fondamentali:
“Socializzazione e interazione”: per favorire lo scambio con i compagni e l’ambiente scolastico. Si focalizza sull’autostima, sui rapporti con i pari e gli adulti, figura di riferimento.
“Linguaggio e comunicazione”: strumenti e modalità espressive.
“Cognitiva, neuropsicologica e apprendimento”: abilità di studio e sviluppo delle capacità intellettive.
“Autonomia e orientamento”: legata all’autonomia personale e sociale (cura di sé, gestione degli spazi), alla motricità e alle capacità di orientarsi nell’ambiente.
Noi del GLO ci siamo riuniti in tre momenti dell’anno scolastico:
● un incontro iniziale entro il mese di ottobre;
●un incontro di verifica intermedia, per accertare il raggiungimento degli obiettivi ed apportare eventuali modifiche;
●un incontro finale che si tiene entro il mese di giugno per la verifica conclusiva e per ufficializzare le proposte di sostegno per l’anno scolastico successivo.
Gli esperti dicono a noi insegnanti, ma lo stiamo verificando sul campo, che man mano che passano gli anni si riscontra un aumento degli alunni con disabilità ma, sono sicura che la scuola non lascia soli e indietro nessuno.

                                                                                   

Un anno indubbiamente faticoso, soprattutto per me (e tanti come me) che ho dovuto rinunciare spesso, per motivi di distanza, a ricongiungermi con la mia famiglia. Ora a noi tutti docenti ed equipe spetta una meritata vacanza, sicuri che torneremo più carichi per il nuovo anno scolastico.
Come tutti gli insegnanti anch’io voglio fare l’augurio ai piccoli allievi di vivere un’estate meravigliosa e tornare pieni di curiosità per il nuovo anno scolastico sapendo che ci attendono momenti felici insieme e che ogni giorno nuovo sarà un passo in più per raggiungere i propri sogni!

Federica Corbisiero

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