Ritorno con un secondo appuntamento sull’inclusione. Noi insegnanti non andiamo in vacanza. L’esperienza, la formazione continua sono sempre in fermento. Di seguito una riflessione sul binomio autonomia-inclusione. Buona lettura!
L‘acquisizione dell’autonomia è un obiettivo fondamentale dell’inclusione degli alunni con disabilità. Alcuni studenti, soprattutto quelli con deficit cognitivi, possono incontrare difficoltà nello sviluppare competenze utili per la vita quotidiana.
Essere autonomi significa saper prendersi cura di sé, utilizzare il denaro, spostarsi in ambienti conosciuti e rispettare le principali regole della convivenza sociale, come salutare, fare richieste ed esprimere emozioni e bisogni.
La scuola e gli insegnanti hanno il compito di favorire lo sviluppo di queste competenze attraverso strategie educative personalizzate, senza sostituirsi all’alunno ma aiutandolo a svolgere le attività in modo sempre più autonomo, rafforzando così l’autostima e il senso di autoefficacia.
Per sviluppare le autonomie vengono proposte attività pratiche e concrete, come imparare a usare il denaro, leggere l’orologio, organizzare il tempo, utilizzare il telefono e i mezzi pubblici, conoscere le norme di sicurezza e del codice della strada, prendersi cura della propria persona e degli ambienti scolastici.
Ma come si svolgono le attività a scuola?
Le attività vengono svolte preferibilmente in gruppo, attraverso laboratori, uscite didattiche e lavori cooperativi, favorendo la partecipazione di tutti gli alunni e l’inclusione nel gruppo classe.
L’obiettivo finale è permettere agli studenti con disabilità di acquisire conoscenze, abilità e competenze che li rendano sempre più autonomi, partecipi della vita scolastica e preparati ad affrontare la vita quotidiana e il proprio progetto di vita.
Le attività vengono svolte spesso in piccoli gruppi, favorendo la collaborazione tra compagni. Questo permette agli studenti con disabilità di partecipare attivamente alla vita della classe e di sviluppare competenze sociali oltre che pratiche.
Curare la qualità delle relazioni diventa una priorità assoluta, in quanto se l’alunno con disabilità si sente accolto, valorizzato e integrato nel gruppo classe, allora è nelle condizioni per sviluppare la propria dimensione cognitiva.
L’insegnante di sostegno deve coinvolgere l’alunno nelle attività della classe, deve lavorare insieme ai docenti curricolari, agli specialisti e ai genitori per garantire continuità educativa, deve monitorare e adattare gli interventi, ricordandoci che: “da soli ci si perde, insieme si va lontano.” — quanto affermato da Andrea Canevaro, (1939- 2022) Pedagogista italiano, Professore emerito dell’Università di Bologna.
Ecco perché credo fortemente che il lavoro in team è fondamentale nel garantire una reale inclusione scolastica, permettendo di unire le competenze del docente specializzato con le capacità degli insegnanti curriculari, della famiglia e degli specialisti.
a cura di Federica Corbisiero
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