RUOTI. Con 30 piedi felici delle ragazze sul pallone si è concluso nei giorni scorsi (martedì 30 giugno) il progetto ideato dall’associazione EudAnima aps “Ragazze e donne felici nel segno dell’autodeterminazione” con il finanziamento regionale (Cup G24H25000340001).

Il progetto partito da Ruoti ha coinvolto i Comuni ATS Marmo Platano Melandro. È stato un percorso formativo-laboratoriale che è durato nove mesi, e simbolicamente potremmo dire che è stato “partorito” qualcosa di bello e di nuovo. “L’obiettivo di fondo – ha affermato la presidente EudAnima Maria De Carlo – è stato quello di gettare i semi di percorsi culturali per un cambiamento che “si fa” più che si predica. Nella scelta del titolo infatti – ha spiegato – è racchiuso sinteticamente quel pensiero-orientamento di socratica memoria e cioè che la ricerca della felicità consiste nel saper riconoscere la propria natura e poter scegliere nella libertà il proprio percorso di vita. Una ricerca questa, sempre in continuo movimento”.

Il percorso si è articolato con diverse attività laboratoriali a cura sia degli stessi soci che di esperti esterni. Di seguito le attività svolte: Comunità di ricerca (P4C) con le donne di Muro Lucano (c/o UNITRE) sul tema: “Le donne che cambiano il mondo”. Laboratorio creativo “Ago e fili tra i vicoli vissuti”. Laboratorio creativo “Dentro il paesaggio dell’anima – Metafora presepiale”, pensato in occasione degli 800 anni della morte del poverello d’Assisi. Presepio che sarà donato poi alla comunità ruotese. Donne e fitness. Attività sportiva e benessere psicofisico. Per le ragazze incontri di conoscenza del sé e di orientamento. Attività online di consulenza filosofica.  Attività “Le streghe tra le erbe”, camminata e scoperta delle erbe nel Bosco di Muro Lucano. Infine, gli eventi sportivi dedicati: ciclismo femminile, bocce e calcio femminile.

Noi donne abbiamo imparato in questi mesi quanto sia fondamentale lavorare insieme nel rispetto e nella stima reciproca, salvaguardando l’unicità e l’originalità di ciascuna, e sostenendo le rispettive potenzialità – ha detto De Carlo -. Un modello questo che diventa anche una provocazione per singoli e comunità, perché vengono aboliti pregiudizi, classifiche, chiusure e ghettizzazioni di ogni sorta. Uno stile improntato all’apertura a tutto tondo per un umanesimo fondato sulla libertà e autodeterminazione”.

Il successo del progetto, accompagnato da non poca fatica, è stato reso possibile dalla sinergia che si è creata tra le donne partecipanti alle attività, i volontari e gli esperti. Le donne sono quelle che nella quotidianità devono fare i conti con una storia personale, spesso fatta di solitudini, di sogni infranti ma anche di desideri realizzati. Queste donne, che vivono in una realtà sempre più complessa e con fatica devono trovare il loro spazio e/o riconoscimento, sono forti e tenaci, capaci di mettersi in gioco e di trovare spunti per ripartire.

L’associazione è grata agli esperti che con la loro professionalità ed empatia hanno saputo accompagnarle durante l’intero percorso: Ilaria Cappiello, Cecilia Arcieri, Federico Virgilio, Gaetano Baldassarre, Angela Zaccagnino, oltre alle socie, Enzina Troiano, Antonietta Errichetti e Claudia Famularo, e alla già citata presidente.

L’associazione è grata per il supporto al personale dell’Ufficio regionale preposto al presente progetto e altresì è grata a tutti che hanno collaborato, come Motostaffette asd Potenza nella persona di Gianfranco De Felice, alla presidente Federazione bocce Basilicata, Angela Laguardia e all’allenatore di calcio Gianni Infante. Infine, un ringraziamento viene rivolto ai Comuni che hanno dato il loro sostegno attraverso sedi e comunicazioni, a Ruoti, nella persona del sindaco Franco Gentilesca e a Muro Lucano con Giovanni Setaro e i soci Unitre.

Gli obiettivi del progetto sono stati pienamente raggiunti e sembrano inverare quanto il filosofo Julian Marìas afferma: “Nella misura in cui le donne non sono felici, non esiste felicità; e, naturalmente, non la può ottenere l’uomo”, e aggiungiamo neanche le comunità.

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