A Franca, compagna di cammino: perché l’amore, quando è vero, impara la mano aperta.
Mi è stata chiesta questa testimonianza. Ho accettato con rispetto, perché parlare del rapporto tra uomini e donne oggi — mentre i femminicidi tornano quasi ogni giorno — non è un tema da affrontare con frasi di circostanza.
Non scrivo da esperto. Scrivo da uomo. E da marito. E da persona che, nel cammino raccontato anche nella pubblicazione La Musica del Cuore*, ho imparato che l’amore non è solo sentimento: è una scelta che va educata, purificata, custodita.
In questi mesi mi colpisce una cosa semplice e scomoda: tante volte noi uomini chiamiamo “amore” ciò che, sotto sotto, è paura. Paura di perdere. Paura di non valere abbastanza. Paura di essere lasciati. E quando la paura non la riconosci, non la sai dire, non la porti alla luce… rischi di trasformarla in controllo.
Il controllo ha mille facce e spesso si presenta ben vestito: un “dove sei?” che non è cura ma verifica; una battuta che svaluta; un silenzio che punisce; un tono che decide al posto dell’altra; un bisogno di “aggiustare” l’altro invece di ascoltarlo.
La violenza non nasce sempre all’improvviso. A volte inizia così: con un modo di pensare la relazione in cui l’altra, lentamente, smette di essere una persona libera e diventa qualcosa che “mi appartiene”. E quando l’amore diventa possesso, il cuore si indurisce. La libertà dell’altra non è più un bene, ma una minaccia.
Mi aiuta un’immagine molto concreta: un fiore:
Se lo stringi forte per paura che cada, lo rovini.
Se lo custodisci con la mano aperta, resta… se vuole restare.
Ecco la differenza che oggi sento urgente: mano chiusa o mano aperta.
La mano chiusa dice: “sei mia”. La mano aperta dice: “ti voglio bene, e ti rispetto”.
Vorrei che questa risonanza non fosse “contro gli uomini”, ma per gli uomini: per un maschile che cresce, che smette di confondere autorità con possesso, amore con controllo. Un maschile che diventa casa, non prigione.
E il finale che mi viene, senza troppe parole, è questo:
Signore, rendici uomini capaci di mano aperta.
Donaci un cuore che non si difende ferendo.
Insegnaci a custodire la libertà dell’altra, perché solo così l’amore resta amore.
Gerardo Viggiano – APS Famiglie in cammino (Vietri di Potenza)

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